Percorso enogastronomico

La storia delle osterie livornesi del '600

Livorno fu dichiarata ufficialmente città nel 1606 e divenne uno degli scali marittimi più importanti d’Europa, porto commerciale e internazionale; per la precisione, il solo nel Mediterraneo che fosse aperto a qualunque nazione. Ciò fu favorito dall’emanazione delle Leggi Livornine, che istituivano il porto franco e garantivano libertà di culto e di professione politica a coloro che si erano resi colpevoli di qualsiasi reato, eccezion fatta per l’assassinio e pochi altri. Questo favorì l’insediarsi di numerose comunità che impressero nella vita della città la loro indelebile impronta.
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Il ‘600 e il ‘700 livornesi sono caratterizzati da un ‘esistenza scandita dal movimento incessante di persone e varietà di popoli che quotidianamente affollavano i moli e le banchine, la darsena o la piazza del mercato, luogo di scambio e d’incontro, non solo economico e sociale ma anche centro di diffusione culturale.
A Livorno convivevano,senza mai incrociarsi, due “anime”: da un lato la popolazione locale formata da commercianti che erano riforniti di ogni merce, anche delle più introvabili tant’è che “a Livorno si trovava di tutto” per soddisfare le esigenze di genti provenienti da ogni dove; dall’altro, i funzionari granducali, i consoli, gli ambasciatori e gli emissari di Governi stranieri che sbarcavano in città prima di raggiungere Firenze e fare affari con il Granduca. Per questo motivo la via principale, oggi Via Grande, era pulita e curata per dare immediatamente un’impressione di decoro e di potenza.



La città offriva, quindi, numerosi locali di ristoro ( nel ‘600 all’interno del pentagono buontalentiano si contano ben 19 osterie!) disposti secondo l’asse est-ovest , proprio in prossimità della già citata Via Grande che, con la sua progettazione “ a tromba”, doveva essere una babele di grida, di voci, di odori e di gente che partivano dal porto e risuonavano fino al lato opposto della città.
In questo contesto le osterie erano luoghi fondamentali di ristoro e di socializzazione in quanto offrivano a clienti dalle diverse esigenze ospitalità, cibo e divertimento.
I nomi delle osterie del ‘600 e del ‘700 che ci sono arrivati sono particolarmente evocativi, per esempio, Osteria del Monte d’Oro, Osteria Della Pina D’Oro, Osteria Della Tazza, Osteria del Cupido, Osteria del Giglio, Osteria della Corona, Osteria Dell’Angiolo, Osteria Del Sole, Osteria della Della Campana, che rinviano non alle pietanze che vi si potevano gustare ma all’abbondanza, alla ricchezza, ad un mondo pieno di attrattive soprattutto per chi aveva trascorso un periodo di tempo piuttosto lungo su imbarcazioni prive di comodità e con ben poche prelibatezze a disposizione.
Quanto questi locali fossero significativi per la vita cittadina è testimoniato anche dal fatto che molte osterie e locande hanno dato nome alla strada in cui erano situate. Se l’attuale toponomastica non rende lor merito, ciò è dovuto ai numerosi risanamenti e alle modificazioni urbanistiche che la città ha subito nel corso dei secoli successivi. Tuttavia restano delle sopravvivenze come:
Via dell’Angiolo da Viale degli Avvalorati a Via Grande
Via del Cupido oggi Via 3 Novembre da Via Grande a Via Cadorna
Via della Coroncina da Piazza Cavallotti a Via Buontalenti
Via del Giglio da Via Grande a Via del Cardinale
Via del Pantalone da Viale degli Avvalorati a Via delle Galere
Via della Pina d’oro da Piazza della Repubblica a Via del Seminario

Dove Mangiare oggi


Di queste antiche osterie, ovviamente, solo poche sono sempre in attività, ma ancora oggi Livorno vanta una gastronomia assolutamente unica nel pur ricco panorama toscano ed italiano.

A "La Pina d'oro,  forse il locale più antico di Livorno già presente con questo nome nel ' 600,  che offre oggi un ambiente familiare  ed accogliente  con piatti tipici: dalla pasta fresca ai dolci ed al pane, tutti fatti in casa, ai migliori pesci dei nostri mari. Una particolare attenzione viene posta sulla carne, bovina e suina cotta alla brace".
Link al sito di "La Pina d'Oro"



Antica Tortetia da Gagarin - Di fronte al mercato centrale coperto è possibile mangiare il 5 e 5 fatto da uno dei migliori tortai di Livorno, l'unico che ancora oggi serve soltanto "pane e torta".